Oggi, 21 marzo, è la Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali.

Il Balzo vuole celebrare questa giornata, condividendo l’importanza di valorizzare le diversità per contrastare quelle forme di discriminazione che spesso ostacolano il percorso di vita e inclusione sociale di persone migranti e rifugiate, anche nel nostro Paese.

Dal 2022 Il Balzo gestisce il SAI Casa di Betania, un progetto che ha l’obiettivo di accompagnare proprio persone rifugiate e richiedenti asilo nel loro percorso verso l’autonomia lavorativa, abitativa e sociale in Italia.

Tra i beneficiari che supportiamo c’è Abdi, un uomo somalo di 32 anni di cui vogliamo raccontarvi la storia di inclusione.

Abdi (nome di fantasia) è arrivato in Italia nel 2021 grazie a un progetto umanitario dedicato all’accoglienza di persone migranti, organizzato ad Avellino. Da quel momento è iniziato il suo nuovo percorso di vita in Italia, un cammino che porta con sé il peso di ricordi ed esperienze traumatiche vissute in Somalia, il suo paese d’origine, e durante il viaggio migratorio.

Tra questi ricordi, ci sono quelli belli e dolorosi della famiglia che è rimasta in Africa, e quelli traumatici legati alla Libia. Nonostante il suo passato difficile, fin da subito Abdi ha dimostrato grande fiducia e collaborazione nei confronti degli operatori e delle operatrici dell’accoglienza, con cui ha instaurato relazioni positive. In lui è sempre stato forte il desiderio di costruirsi una nuova vita in Italia.

Questo approccio positivo lo abbiamo conosciuto anche noi, in particolare l’equipe del progetto SAI del Balzo, Casa di Betania, quando lo abbiamo incontrato per la prima volta nel luglio del 2024. Insieme, abbiamo progettato il piano degli obiettivi del suo percorso di accoglienza, raccogliendo i suoi bisogni e desideri, e supportandolo nella realizzazione di un cammino che fosse davvero soddisfacente.

A quasi un anno dal suo primo giorno a Betania, la vita di Abdi è cambiata in modo significativo. Oltre ad aver ottenuto tutti i documenti necessari per poter usufruire dei servizi destinati ai cittadini, ha coltivato la sua passione per la cucina e la ristorazione, si è formato e ha studiato l’italiano. Ha anche intrapreso un’esperienza lavorativa presso Mare Culturale Urbano.

Proprio la settimana scorsa, mentre riflettevamo insieme sul suo percorso, Abdi ci ha detto che gli ultimi otto mesi trascorsi in Italia e la sua esperienza nel progetto sono stati il periodo più bello e di maggiore crescita da quando è arrivato in questo Paese.

Ora, per la prima volta, Abdi riesce a immaginarsi un reale futuro in Italia, dove poter lavorare, trovare una casa, conoscere altre persone e, soprattutto, ricongiungersi alla sua famiglia che è ancora in Africa, per poter finalmente costruire un futuro insieme.

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